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WTKA Street Fighting

WTKA Street Fighting

 

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M° Cesare Belluardo

Presidente WTKA Italia Street Fighting

 

STREET FIGHTING – DIFESA PERSONALE – ANTIAGGRESSIONE

Lo Street Fighting (letteralmente tradotto “Combattimento da Strada”) è una disciplina da combattimento, il cui scopo è fornire al praticante una REALE difesa personale, al fine di fronteggiare con il minimo danno (purtroppo sarebbe ipocrita dire “illesi”) un’AGGRESSIONE da parte di uno o più malintenzionati.

Pur mantenendo le regole del vivere civile, il rispetto del prossimo ed il non ricadere nell’eccesso di difesa (peraltro punibile dalla legge), lo Street Fighting ha lo scopo di fornire al praticante delle giuste nozioni, tecniche ed ALLENAMENTO per salvaguardare la propria incolumità e quella dei propri cari.

Lo Street fighting ha dunque lo scopo di fornire alla persona comune ed al professionista impegnato nella difesa del cittadino, la conoscenza di come comportarsi (combattere) in tutte le distanze possibili.

Le principali sono quattro: distanza di kicking (ovvero di calcio), di boxing (pugno), di trapping (intrappolamento) e di grapping (lotta), sia in piedi sia a terra.

Vengono, inoltre, fornite le basi delle metodiche di combattimento e difesa da arma da taglio e percussione quali coltello, bastone, ecc.

La forza di tale sistema, rispetto ad altri o ad altre arti marziali (tradizionali o innovative che siano),

è dovuta all’analisi ed al conseguente allenamento studiato appositamente per ogni distanza di combattimento, utilizzando tecniche provenienti da quelle arti marziali e discipline di combattimento specializzate in ognuna di loro.

Per quella di Kicking (calcio) vengono prelevate tecniche provenienti dalla Kick Boxing, dalla Muay Thay o Box Thaillandese, dal Kung Fu e dai vari stili sud asiatici (Filippini, Malesi, ecc.).

Tali calci o parate sono in linea principalmente bassa e media (quelli alti sono presenti ma, tranne che in rare eccezioni, completano solo il bagaglio di conoscenze dello studente).

Per quella di Boxing (pugno) sono usate tecniche di Karate, Pugilato occidentale, Cinese e Filippino, adattandolo al combattimento a mani nude, non ricoprendo quindi le mani con grossi guantoni.

In allenamento si usano dei guantini molto leggeri, che hanno il solo scopo di prevenire incidenti al proprio partner di lavoro.

Per quella di Trapping (letteralmente intrappolamento) si intende la distanza intermedia tra il pugno e le prese di lotta in piedi (petto contro petto), nella quale, dopo avere intrappolato (da qui il nome) le braccia dell’assalitore usando il suo stesso attacco, si usano le proprie armi corte (cioè gomiti, spalle, testa e ginocchio) per colpire l’aggressore.

Le discipline da cui vengono prelevate le tecniche di percussione e difesa in tale distanza sono il Kali filippino, il Kung Fu Wing Chung, e la Muay Thay.

Infine il Grapping (lotta), distanza certamente sconsigliabile in una colluttazione per la possibile intromissione di più di un aggressore nella lite. Non di meno la lotta nel combattimento a due è una situazione molto probabile se uno dei due contendenti decide di mandare a terra l’altro. Per tale motivo la lotta è una parte dell’allenamento che non deve essere assolutamente trascurata.

In tale distanza oltre che alle leve, sbilanciamenti, proiezioni, strangolamenti e varie chiavi articolari, vengono studiate posizioni di immobilizzazione dell’avversario, nelle quali inserire tecniche di percussione quali pugni, testate, ginocchiate, gomitate e quant’altro possa portare l’aggressore nello stato di non potere più nuocere.

Il grado di preparazione del praticante di Street Fighting è contraddistinto in sei livelli, dal primo in ordine crescente.

I primi due sono beginning level (livelli base), il terzo e quarto sono intermediate level (livelli intermedi) ed infine i restanti due livelli sono per avanzate student (livello per studenti avanzati), il 6° livello corrisponde alla cintura nera.

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Vincenzo Lo Piccolo